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Tutti
gli appassionati dovrebbero conoscere bene le costellazioni
dello Zodiaco. Eccetto gli asteroidi (o pianetini),
i pianeti generalmente seguono lo Zodiaco,
perciò quando si vede una "stella" nello Zodiaco
che non è segnata sulla carta stellare, quasi
certamente si tratta di un pianeta, specialmente se
non scintilla; i pianeti infatti brillano di una luce
fissa. Al telescopio appaiono come piccoli dischi
e non punti luminosi, come le stelle. Variano in misura,
aspetto e moto apparente. Tutti ruotano attorno al
Sole e brillano di luce riflessa.
Mercurio
e Venere sono più vicini al Sole che la Terra,
le loro orbite sono interne ed essi si chiamano pianeti
interni o inferiori. Tutti gli altri pianeti che hanno
orbite esterne a quella terrestre si chiamano
pianeti esterni o superiori.
A volte
i pianeti esterni sembrano avere un moto retrogrado.
Mentre si muovono in una costellazione, sembra talora
che rallentino e tornino indietro, ma dopo qualche
mese si può osservare che hanno progredito.
Infatti i pianeti non "vanno indietro"; l'illusione
è dovuta alle posizioni relative della Terra
e dei pianeti, che descrivono ciascuno una particolare
orbita.
Mercurio
e Venere sono dette "stelle"del mattino e della sera.
Mercurio è visibile solo poche volte all'anno
e sempre prima dell'alba o poco dopo il tramonto.
Venere è visibile per periodi più lunghi
e qualche volta anche di giorno. |

Quel puntino blu chiaro

La Terra |
Le
posizioni relative della maggior parte dei pianeti
rimangono invariate per decine di anni; ma le loro
posizioni cambiano di continuo e per questo non sono
segnati sulle carte stellari. Per localizzare
Venere, Marte, Giove o Saturno in un certo giorno,
occorre conoscere il nome della costellazione in cui
si trovano. Di solito questi pianeti sono abbastanza
luminosi da essere distinti dalle stelle vicine, ma
i pianeti più esterni - Urano, Nettuno e Plutone
- sono più deboli e più difficili da
distinguere. Si possono trovare informazioni più
esatte riguardo alle loro posizioni nelle pubblicazioni
astronomiche. Se sapete dove guardare, potete vedere
Urano e Nettuno con un binocolo, ma per distinguere
un corpo debole come Plutone, è necessario
almeno un telescopio di 30 centimetri.
Si
vedono meglio i pianeti superiori o esterni quando
sono in opposizione; cioè quando la Terra si
trova tra il Sole e il pianeta, e questo è
perciò più vicino alla Terra e la sua
faccia appare interamente illuminata dal Sole. Mercurio
e Venere, i pianeti interni o inferiori, descrivendo
orbite più piccole di quella terrestre, non
sono mai in opposizione. Le loro facce sono illuminate
completamente solo quando il Sole si trova tra essi
e la Terra; ma i loro dischi sono piuttosto piccoli.
Appaiono più luminosi e più grandi nel
periodo di massima elongazione, quando il pianeta
e il Sole, visti da noi, sono alla massima distanza
(fino a 48° per Venere e 28° per Mercurio),
ma allora vediamo solo una parte della faccia illuminata
del pianeta.
E'
bene osservare i pianeti nelle notti senza Luna, o
quando si trovano in opposizione con la Luna, o quando
sono alla massima altezza sull'orizzonte. Nel periodo
di Luna piena non si osservano bene nè i pianeti
nè le stelle.
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Opposizione.
Il pianeta esterno si trova sulla stessa
retta della Terra e del Sole; la Terra è
nel mezzo.
Quadratura.
Il pianeta esterno forma un angolo retto
con la retta Terra-Sole.
Congiunzione.
Il pianeta esterno giace sulla retta Terra-Sole,
ma al di là del Sole.
Elongazione
massima. Il pianeta interno forma un angolo
retto rispetto alla linea Terra-Sole.
Congiunzione
inferiore. Il
pianeta interno si trova allineato tra la
Terra e il Sole.
Congiunzione
superiore. Il pianeta interno è
sulla retta Terra-Sole, oltre il Sole. |
Uno
studio dettagliato dei pianeti richiede attrezzi grandi,
speciali e costosi; ma si può vedere e fare
molto anche con un piccolo telescopio. Si possono
osservare certi particolari con il binocolo; e sempre
col binocolo si vedono chiaramente i quattro satelliti
più grandi di Giove. Con un binocolo assai
più potente si possono discernere le fasi di
Venere e gli anelli di Saturno. Per un vero studio
dei pianeti, usate un rifrattore da 7,5 a 30,5 cm
oppure un riflettore da 15 a 45 cm.
La
maggior parte dei telescopi a riflessione funziona
a f/6 o f/8, cioè la distanza focale dello
specchio primario è 6 o 8 volte il diametro
dello specchio. Ma i telescopi migliori per osservare
i pianeti sono quelli a lunga distanza focale, circa
f/12 - come la maggior parte dei rifrattori. Una lunga
distanza focale restringe il campo visivo ma aumenta
l'ingrandimento. Provate con i vostri attrezzi a controllare
quale ingrandimento vi dà i risultati migliori.
E'
il pianeta più piccolo; la sua superficie è
composta da rocce irregolari, porose e scure nonchè
costellata da crateri; è caldissimo su una
faccia e freddissimo sull'altra. Essendo così
vicino al Sole, è investito dai suoi raggi
e per noi è difficile osservarlo. Però
in alcuni periodi dell'anno, intorno all'elongazione,
è visibile subito dopo il tramonto o subito
prima dell'alba. La sua magnitudine varia da circa
-1,9 a +1,1. I periodi in cui si può vedere
sono indicati nella maggior parte degli almanacchi.
Molti
non hanno mai visto Mercurio, ma lo si può
scorgere facilmente se si indirizza l'obiettivo
al posto giusto e al tempo giusto. Come la Luna, anche
Mercurio presenta delle fasi, visibili con un piccolo
telescopio.
Una
cosa interessante da guardare è il passaggio
di Mercurio attraverso il disco solare - fenomeno
conosciuto col nome di "transito". Capita circa 13
volte in 100 anni. Mercurio sembra una pallina nera
che rulla lentamente attraverso il Sole.
(transito
del 07/05/2003)
Fasi
di un pianeta interno.
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Un pianeta
interno come "stella del mattino e come "stella
della sera" (visto dall'alto)
Mercurio (approfondimento)

Mercurio
E'
un pianeta molto simile alla Terra per le dimensioni:
infatti è di poco più piccolo. Quando
si trova tra la Terra e il Sole è molto luminoso,
magnitudine circa -4 (varia da -4,4 a -3,3), e appare
come una sottile falce nel telescopio. Quando è
meno luminoso si presenta illuminato completamente.
Questa stranezza è dovuta al fatto che anche
Venere presenta varie fasi e che proprio quando
è più vicino alla Terra, il Sole ne
illumina solo una falce; alla distanza massima da
noi, invece, appare in fase completa.
Venere è il pianeta più
luminoso, qualche volta si vede anche di giorno.
Il tempo migliore per osservarlo è alla sera
presto, o subito prima dell'alba. Tuttavia non si
può scorgere in esso quasi nessun segno permanente,
poichè è sempre circondato da nuvole
dense. Venere attraversa il Sole come Mercurio,
ma raramente. Il penultimo transito fu nel 1882;
l'ultimo è stato l' 8/6/2004
Venere (approfondimento)

Venere
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Il
colore rosso di Marte e la sua luminosità (magnitudine
da -2,8 a +1,6) lo rendono facilmente riconoscibile. Ha sempre
eccitato l'immaginazione degli uomini più di tutti
gli altri pianeti; con un piccolo telescopio si possono osservare
alcuni fenomeni che hanno dato luogo a controversie. Nell'inverno
si scorgono bianche calotte polari che si restringono d'estate.
Per vedere i particolari di maggior interesse occorre almeno
un riflettore di 15 cm o un rifrattore di 7,5 cm. Ma si vede
poco con qualsiasi strumento, eccetto quando Marte è
in opposizione. Allora si possono osservare segni temporanei
che sembrano nuvole; alcuni osservatori li chiamano "tempeste
di polvere". Le zone scure, di tinta grigiastra o verdastra,
variano con le stagioni, ma le aree rossastre sono quasi sempre
invariate.
Si
vedono i famosi canali su Marte? Alcuni osservatori li scorgono,
altri no; si può capire meglio l'incertezza a questo
riguardo, e anche per quanto concerne dettagli minuti e alcuni
piccoli cambiamenti, se ci si rende conto che l'immagine del
pianeta in un rifrattore di 100 cm è solo circa 2,5
mm di diametro.
Spesso
si osserva Marte con dei filtri: con un filtro rosso le calotte
polari non appaiono molto luminose e le zone scure sono più
scure. L'effetto è contrario, quando si usa un filtro
verde o blu.
E'
eccitante osservare Marte con continuità quando è
in opposizione favorevole. Con un rifrattore di 7,5 cm usate
circa 200 ingrandimenti, oppure un potere un pò più
alto con un riflettore di 15 cm.
La rotazione
di Marte.
Il giorno di Marte
è di 24 ore e 37 minuti - poco più di
quello terrestre. Pertanto, ci vogliono un pò
più di 12 ore perchè un particolare
si muova apparentemente da una faccia all'altra del
disco. |
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Marte.
ripreso
il 24 agosto 2003 alle 00h 48m di T.U. in occasione
della Grande Opposizione.
Schmidt-Cassegrain
250 mm f/25 webcam Vesta Pro (S.Massaro e P. Passalacqua
- G.A.P.)
altre immagini:
24/08/03 22:46 TU
- 27/08/03 23:25
TU
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MARTE
OGGI !
Marte (approfondimento)

Il Pianeta Rosso
Sono
piccoli pianeti situati, per la maggior parte, tra le orbite
di Marte e di Giove. Alcuni, però, viaggiano entro
l'orbita di Marte e si avvicinano alla Terra più di
qualsiasi grande pianeta. Eros si avvicina fino a una distanza
di 21.000.000 chilometri. Sono migliaia, ma la maggior parte
di essi sono molto piccoli. Anche per individuare quelli più
grandi dobbiamo sapere con esattezza dove guardare. Poichè
gli asteroidi non sono limitati allo Zodiaco, spesso i dilettanti
li confondono con le novae, però la posizione di un
asteroide muta in poche sere, mentre quella di una nova si
mantiene costante. Gli asteroidi variano da un diametro di
pochi chilometri a un diametro di molte centinaia di chilometri;
i maggiori sono: Cerere, Pallade, Giunone e Vesta. Per trovare
un asteroide, cercate la sua posizione nelle effemeridi e
controllatela sull'atlante, riferendovi alle stelle vicine,
facilmente identificabili. Poi usate un telescopio o un binocolo.
Cerere, il primo asteroide scoperto (a Palermo da
Giuseppe
Piazzi la notte del 1° gennaio del 1801), è il
più grande; ha un diametro di circa 940 chilometri
, Pallade, 550 chilometri, è il secondo, Giunone (280)
il terzo, e Vesta (circa 550) il quarto. La luminosità
dipende dalla grandezza, dalla distanza dal Sole e dalla Terra,
e dall'angolo di riflessione della luce. Nel 2006 Cerere è
stato riclassificato come
pianeta nano.
Asteroidi (approfondimento)
Il
maggiore di tutti i pianeti, ha una temperatura media
di circa -50°. Nella sua atmosfera si trovano il metano
e l'ammoniaca e manca l'acqua. E' uno dei corpi
più luminosi del cielo, la sua magnitudine varia
da circa -2,5 a circa -1,4. Ha 16 satelliti, di cui quattro
sono ben visibili al binocolo, essendo di magnitudine
6. Per vedere almeno altri due satelliti è necessario
un telescopio di 30 cm. Solo con strumenti assai più
potenti si possono identificare i satelliti minori.
I quattro satelliti più luminosi,
chiamati Io, Europa, Ganimede e Callisto, furono scoperti
da Galileo. Le loro
posizioni relative e variabili sono riportate sulle
principali pubblicazioni.
Uno spettacolo interessante è dato
dall'ombra di un satellite che attraversa il disco del
pianeta. E' pure interessante osservare le strisce chiare
e scure, parallele all'equatore di Giove, che si modificano
lentamente. Con un piccolo telescopio, si può vedere
la cosiddetta macchia rossa.
Non mancate di seguire le occultazioni dei
satelliti di Giove; bisogna dire che è raro che
il pianeta non offra qualche fenomeno degno di studio
nelle notti in cui è visibile. Giove è uno
dei corpi che meglio si prestano ad essere osservati con
i piccoli telescopi.
Giove (approfondimento)

Giove
Il
secondo pianeta in ordine di grandezza, è una sfera freddissima
coperta da strisce di nuvole come quelle di Giove. Varia in
magnitudine da circa -0,4 a +0,9. Quando è vicino all'opposizione,
con la sua luce gialla e ferma si impone nel cielo, e gareggia
con Giove per bellezza e interesse. Gli anelli che lo circondano
furono visti per la prima volta nel 1655.
Saturno ha un numero considerevole di satelliti:
20! Come i satelliti maggiori di Giove, anche quelli di Saturno
hanno nomi mitologici. Sono visibili con telescopi di media
potenza: Titano (il più grande), Giapeto, Rea, Teti e
Dione. Con un piccolo telescopio potete osservare facilmente
Titano, di magnitudine 8.
Gli anelli di Saturno sono formati da particelle
piccolissime di ghiaccio. Si possono vedere con un telescopio
relativamente piccolo. Però per avere una buona visione
dovete usare un rifrattore di 6 o 10 cm. o un riflettore di
15 cm.
Con un buon telescopio e un forte potere d'ingrandimento,
si vede che la striscia, apparentemente solida, è divisa
in due anelli, separati da una linea scura. Questa striscia,
scoperta da G.D. Cassini nel 1675, si chiama "divisione di Cassini".
Con un telescopio potente si intravede anche un'altra divisione
nell'anello esterno.
Durante vari anni possiamo vedere prima un lato
degli anelli e poi l'altro, mentre cambia l'inclinazione del
pianeta. A volte gli anelli sono di profilo e difficili da vedere.
Il ciclo si ripete dopo circa 29 anni e mezzo.
Saturno (approfondimento)

Saturno
|
Il
terzo pianeta per grandezza, è stato
scoperto per caso solamente nel 1781. E' così lontano
dal Sole che gli sono necessari circa 84 anni terrestri
per descrivere la sua orbita. La sua magnitudine è
circa +6, quindi si può vederlo col binocolo e, in
ottime condizioni di visibilità, a occhio nudo. Non
si può vedere nessuno dei suoi cinque satelliti con
un piccolo telescopio e non è ugualmente possibile
individuare i particolari della superficie. Però
val la pena cercarlo, sempre che possediate un buon telescopio.
Allora potrete vedere un piccolissimo disco verde. Essendo
un pianeta, Urano ha una luce ferma che lo fa distinguere
da una stella.
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URANO -
Carmelo Zannelli (Orsa-PA)
|
Urano (approfondimento)

Urano
E'
un pò più piccolo di Urano e molto più
lontano. La sua magnitudine è circa +8. Impiega circa
165 anni terrestri per compiere il suo viaggio attorno al
Sole. Si può vederlo con un buon binocolo, ma per trovarlo
dobbiamo sapere la sua posizione esatta.
La
scoperta di Nettuno, avvenuta nel 1846, fu un successo enorme
per l'astronomia matematica. La sua esistenza infatti era
stata calcolata molto prima che il pianeta fosse scoperto.
Da allora ha descritto poco più di metà della
sua orbita attorno al Sole. Si possono vedere i due satelliti
solo con telescopi molto grandi. Questo pianeta non presenta
nessun interesse, ma il cercarlo può rappresentare
un divertimento.
Nettuno (approfondimento)

Nettuno e Plutone
Il
pianeta più lontano dal Sole, è stato scoperto
per ultimo. Percival Lowell, del Lowell Observatory di Flagstaff
(USA), fece i calcoli, e un giovane astronomo, Clyde Tombaugh,
scoprì il pianeta nel 1930, facendo un confronto di
fotografie, eseguite in tempi diversi, della stessa zona di
cielo. E' un corpo molto debole - magnitudine +14 - e ci vuole
un telescopio di 30 cm per vederlo. Nel 2006 Plutone è stato
riclassificato come
pianeta nano.
Plutone (approfondimento)
Astrofili.org
Il
Cielo del Mese
a cura
della rivista
COELUM
Il Cielo e i suoi
fenomeni
by
Pierpaolo Ricci
LE
CARTE STELLARI
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il cielo | Primi
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