stelle
 
Stelle

 

 
Omega Centauri. Questo magnifico ammasso globulare, visibile a occhio nudo, brilla nella costellazione australe del Centauro. Assomiglia all'ammasso M 13 di Ercole, nell'emisfero boreale

alla piccola Alessandra spentasi come luce di stella nel fulgore del Sole...

Le galassie sono costituite di stelle, pianeti e astri minori, gas e polvere cosmica. Le stelle sono corpi celesti brillanti di luce propria; molte hanno un diametro di milioni di chilometri. Alcune sono 10.000 volte più rarefatte dei gas che formano la nostra atmosfera, altre sono così dense che una manciata delle sostanze che la costituiscono sulla Terra peserebbe tonnellate. All'interno la temperatura delle stelle è di milioni di gradi, e alla superficie di solito si raggiunge una temperatura di 30.000° C. Probabilmente molte stelle, se non la maggior parte, sono circondate da pianeti.
Tutte le stelle visibili con un piccolo telescopio appartengono alla nostra galassia. La più vicina alla Terra è lontana 4,5 anni luce, il che equivale a 42 trilioni di chilometri: è la Proxima Centauri, che osservata con i telescopi più potenti, appare come un puntino di luce.
Le stelle variano in luminosità, colore e dimensioni. Diversamente dai pianeti, brillano di luce propria. Anno dopo anno, mantengono quasi esattamente la loro posizione relativa.


 

 
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 il Cielo del mese

by UAI

   

Nova del 1572 in Cassiopea

 

Antares

COSTELLAZIONI

La Lira (Lyra) è una piccola costellazione, assai evidente per lo splendore di Vega, la sua stella più brillante. Vega è altresì la stella più luminosa del cielo estivo.

Cepheus (by Urania's Mirror or a view of the Heavens)

 Delphinus, Sagitta, Aquila, e Antinous

Orion

Cancer

Gli antichi notarono che le stelle formavano delle figure apparenti nel cielo. Intorno ad esse fiorirono così leggende di re e di regine, di cacciatori e di animali. Col passare dei secoli le configurazioni stellari sono leggermente mutate, ma i nomi attribuiti loro anticamente sono rimasti nell'uso corrente e anche nel linguaggio astronomico. Conosciamo così il re Cefeo, la regina Cassiopea e Dragone. Anche nell'emisfero australe, dove le costellazioni furono denominate molto più tardi, sono ancora validi i nomi che assegnarono loro quei marinai che primi si spinsero nei mari meridionali.
Scientificamente le costellazioni non hanno alcun significato, ma è proprio mediante le costellazioni che i neofiti possono imparare, con una certa facilità, a riconoscere le stelle, e possono orientarsi nel cielo conoscendo le principali costellazioni della loro latitudine.
Tutte le costellazioni compaiono sulle
mappe celesti. Queste mappe indicano le stagioni in cui si può vedere agevolmente ogni costellazione.

Johannes Hevelius - Hocce Hemisphaerium Firmamenti Sobiesciani Boreale

Leo Major e Leo Minor

Auriga

Costellazioni Estive

MIRIADI DI SOLI

Scegliete un qualsiasi piccolo gruppo di stelle. Guardatelo a occhio nudo, col binocolo e poi con un telescopio dotato di un obiettivo di 7,5 cm o più. Noterete un aumento quasi incredibile del numero delle stelle visibili e del loro aspetto. Una stella, che a occhio nudo, sembra essere singola, al telescopio può apparire doppia o addirittura quadrupla. Una piccola zona nebulosa può risultare essere un ammasso formato di centinaia di stelle.
Certe stelle, se guardate in notti diverse, mostrano cambiamenti di luminosità: sono le stelle variabili. Le stelle che appaiono e scompaiono sono le novae.
Una delle regioni celesti più ricca di stelle è la Via Lattea.
In una notte scura e limpida, lontano dalle luci urbane, parti della Via Lattea sembrano nuvole. Questa apparente concentrazione di stelle è dovuta alla prospettiva. La nostra galassia, che ha un diametro di circa 100.000 anni luce, ha la forma di una lente biconvessa, sottile ai bordi e più spessa al centro; il sistema solare si trova a circa 30.000 anni luce dal centro. Quando un osservatore sulla Terra guarda verso la Via Lattea, guarda di conseguenza verso il bordo della nostra galassia.
Axel Mellinger's Milky Way - Panorama 2.0
Puntate il vostro telescopio, o binocolo, su qualsiasi zona della Via Lattea, per esempio nei pressi del Sagittario, che si trova in direzione del centro della nostra galassia. Quasi tutte le stelle sono colorate: dal bianco e blu di Vega e Sirio, al giallo di Capella e al rosso di Arturo e Antares. Notate quanti colori siete capaci di distinguere. Alcune stelle doppie sono particolarmente interessanti a causa del loro colore - per esempio Albireo (β Cygni), una delle più belle stelle doppie.
Negli atlanti stellari sono segnate molte stelle variabili e ammassi stellari. Val la pena di cercarli; molti si trovano facilmente. Per certe stelle variabili ci vogliono carte dettagliate oppure conoscere le coordinate in modo da poterle riportare sul vostro atlante.
Elenchi dettagliati di stelle, con le loro caratteristiche e loro posizioni, sono dati nei libri di testo, manuali astronomici e altre pubblicazioni.
In molti atlanti stellari, certi corpi sono segnati con una "M" seguita da un numero; la "M" si riferisce all'elenco di ammassi stellari e di nebulose preparato dall'astronomo francese Charles Messier. L'elenco include circa 100 corpi visibili con piccoli telescopi. Se questi corpi non sono segnati nel vostro atlante, consultate un elenco dei corpi di Messier e riportateli sul vostro atlante; poi provate a vedere quanti riuscite a individuarne.

LE 25 STELLE PIU' LUMINOSE



Il colore delle stelle!

 

cosa sono le Stelle ?

Diagramma colore-magnitudine  

 

CONSIGLI PER L'OSSERVAZIONE

Un binocolo vi aiuterà a vedere le stelle e gli ammassi stellari, ma con una notevole limitazione per la ristretta apertura di campo e per il basso potere d'ingrandimento; è quindi consigliabile l'uso di un rifrattore da 7,5 a 15 cm, o un riflettore da 15 a 30 cm. Il più indicato è un telescopio equatoriale con cerchi di ascensione retta e declinazione, perché quando è ben orientato, si può puntare facilmente sui corpi debolmente luminosi. Un telescopio con campo molto vasto e una breve distanza focale fornisce una buona visione di nebulose e ammassi stellari.
E' consigliabile osservare quando l'atmosfera è tranquilla e limpida, e, in particolare, fra l'ultimo e il primo quarto di Luna. Osservate le stelle doppie quando la visibilità è ottima, cioè quando le stelle sembrano punti fissi e non scintillano molto. Tutte le stelle si vedono meglio quando sono alte sull'orizzonte.
Quando guardate al telescopio, tenete aperti tutti e due gli occhi per evitare sforzi. Imparate a ricavare il massimo da una breve occhiata. Se l'occhio con cui osservate si stanca, ogni tanto chiudetelo per farlo riposare e poi riapritelo. Quando usate un rifrattore, applicate un paraluce all'obiettivo, così da evitare interferenze di luce estranea e anche per oscurare lo sfondo;  in tal modo si vedono meglio i corpi più deboli.
Se si guarda fissamente un corpo debole, sembra che questo diventi sempre più debole, man mano che l'occhio si affatica. Guardate perciò il corpo un pò di lato e vedrete che vi sembrerà meglio definito.
 
Algol, stella variabile ad eclisse.
Quando una delle due componenti passa davanti all'altra, la luce diminuisce; il periodo è di circa 3 giorni.

STELLE DOPPIE

La maggior parte delle stelle conosciute sono stelle doppie, cioè formate da due componenti; alcune stelle sono formate da tre componenti e anche più. Un buon occhio può distinguere la famosa "doppia" nella curva del timone del Grande Carro (o Orsa Maggiore); la più luminosa delle due è Mizar; la sua compagna è Alcor. Ruotano intorno a un centro comune. Col telescopio si vede che Mizar è a sua volta una stella doppia. A occhio nudo si vede Epsilon Lyrae come una doppia dalle due componenti molto vicine. Si sdoppia facilmente con un binocolo. Con un piccolo telescopio di buona qualità, a 100 o 200 ingrandimenti, si può sdoppiare ancora ognuna delle due stelle. Epsilon Lyrae è una stella formata da quattro componenti. La stella polare e Castore (a Geminorum) sono stelle doppie, e si possono sdoppiare con un telescopio da 7,5 cm. Le stelle doppie sono belle da guardare, e osservandole mettete alla prova il vostro telescopio.
ALCUNE STELLE DOPPIE INTERESSANTI

 
M 44. Questo ammasso stellare aperto, che si può osservare bene col binocolo, si trova a circa 14° a sud-est di Polluce.

AMMASSI STELLARI

Sono gruppi di stelle che viaggiano relativamente vicine nello spazio. Le componenti degli ammassi "aperti" sono ben distinte e si possono risolvere facilmente con un piccolo telescopio. Negli ammassi "globulari" le stelle sono vicinissime tra loro, tanto che l'ammasso ha l'aspetto di una macchia evanescente; è difficile potere risolverlo con un telescopio piccolo.
Le Pleiadi ("le Sette Sorelle") sono un ammasso aperto. Sei sono visibili a occhio nudo, e, con un piccolo telescopio, l'ammasso rivela centinaia di stelle che, in un telescopio grande, appaiono avvolte in nuvole di gas luminosi. Le Iadi formano un altro ammasso aperto, ma forse il migliore è il doppio ammasso di Perseo.
Alcuni ammassi, molto deboli a occhio nudo, visti al telescopio si trasformano, come per magia, in migliaia di stelle. Guardate M 13 - uno dei migliori ammassi globulari. A occhio nudo sembra una stella tenue, con il binocolo appare come una piccola nuvola rotonda, ma con un telescopio da 10 cm, cominciate a risolvere le stelle. Pare che M 13 sia formato da 500.000 stelle!
Confrontate M 13 con M 44, un bell'ammasso aperto. I nostri telescopi grandi possono distinguere in esso circa 400 stelle.

ALCUNI AMMASSI STELLARI FAMOSI

STELLE VARIABILI

Vi sono stelle dalla luminosità variabile. Alcune mostrano una variazione regolare secondo un determinato periodo che può essere di alcune ore, di molti giorni e di parecchi anni. Alcune variabili sono irregolari, cioè non hanno un definito periodo di variazione.
Le stelle variabili regolari differiscono per il periodo di variazione, ma il loro comportamento è abbastanza prevedibile.
Le stelle variabili irregolari sono imprevedibili. Possono mantenere la stessa luminosità per lunghi periodi di tempo, prima di variare; oppure variano continuamente.
Le variabili regolari con periodi corti sono di due tipi - ad eclisse e pulsanti. L'esempio classico di una variabile ad eclisse è fornito da Algol (
β Persei); la sua variazione si può osservare senza alcun aiuto ottico. Questa stella in realtà è una doppia, con le due componenti che ruotano attorno un centro comune. La variazione si verifica quando una componente passa davanti all'altra a intervalli regolari - così da eliminare parte della sua luce. In Algol l'eclisse dura circa quattro ore a intervalli di circa 3 giorni. La magnitudine massima di Algol è di +2,2, la minima +3,5
Le variabili pulsanti sono stelle singole che si contraggono e si espandono a intervalli regolari. La loro emissione di luce aumenta e diminuisce in conformità.

Omicron Ceti (Mira), una delle variabili più famose, aumenta dalla debole magnitudine 10, fino alla magnitudine 3 (a volte anche 2) in circa 150 giorni. Ci vogliono circa 180 giorni perché raggiunga il minimo. A causa di questa gamma di luminosità, era stata considerata una nova.
L'osservazione delle variabili è uno dei campi di ricerca preferiti dall'osservatore. Le osservazioni continue di quasi 1000 di tali stelle sono eseguite dai membri dell'American Association of Variable Star Observers (AAVSO) di tutto il mondo, che inviano periodicamente all'ufficio generale le loro valutazioni sulle magnitudini attuali delle stelle; si usano queste valutazioni per preparare le così dette "curve di luce".
L'osservatore si serve di una carta speciale per localizzare le variabili. Questa carta indica la magnitudine delle stelle vicine, che hanno una luminosità costante. Confrontando la variabile con queste stelle si può fare una
stima della sua magnitudine al momento dell'osservazione.
Alcune variabili si trovano e si controllano facilmente, altre rappresentano una sfida per gli osservatori esperti. Per esempio, le variabili rosse sono ingannevoli, tendono a sembrare più luminose di quello che sono in realtà.
Qualsiasi variabile, vicinissima a una stella molto più luminosa, può trarre in inganno. Alcune variabili sono doppie difficili da separare anche con un grande telescopio. Alcuni osservatori dicono che, maggiori sono le difficoltà, più la ricerca è appassionante.
L'osservazione continua di variabili compiute per più di 50 anni da dilettanti, ha aiutato gli astronomi professionisti a conoscere la struttura, la composizione e l'evoluzione dell'universo.
Le novae costituiscono una classe speciale di variabili; di solito sorgono di colpo dall'oscurità, poi si affievoliscono lentamente - qualche volta oltre i limiti dei telescopi più grandi. Più tardi alcune risplendono improvvisamente di nuovo, ma la maggior parte diventano variabili deboli o spariscono del tutto. Indubbiamente sono manifestazione di potenti esplosioni.

Emissione variabile di luce. In questa carta ogni puntino rappresenta una osservazione fatta da uno delle centinaia di osservatori dell'AAVSO disseminati in tutto il mondo.

 

ALCUNE STELLE VARIABILI BEN CONOSCIUTE

SUGGERIMENTI

(1) Osservate la Via Lattea per tutto l'anno. (2) Provate a sdoppiare stelle doppie vicine al limite di risoluzione del vostro telescopio. (3) Osservate delle variabili e segnate i loro cambiamenti di luminosità. (4) Quando viene annunciata una nova, osservate e costruite la curva di luce. (5) Provate a vedere quanti corpi Messier potete trovare con il vostro telescopio. (6) Con una carta stellare provate la capacità dei vostri occhi nel distinguere stelle poco luminose.
a cura di Pio Passalacqua  piopas@tin.it
Gruppo Omega Palermo  http://omegagroup.altervista.org

Le stelle (approfondimento)


Video
La Via Lattea e Le Stelle

 

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 Il Cielo del Mese  a cura della rivista  COELUM

 I Sentieri della Notte  di Fredi De Maria

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