L'uso del telescopio

 
La prima volta che guarderete la Luna o un ammasso stellare scintillante, attraverso un telescopio, ne sarete entusiasti; ma, col tempo, continuerete a divertirvi solo se aumenterà la vostra abilità nell'usare il telescopio. Anche un piccolo strumento, buono e usato bene, può funzionare ottimamente e dare grandi soddisfazioni. 
I telescopi di solito si tengono smontati. Si coprono le estremità del tubo con sacchetti o coperchi per proteggerli dalla polvere e gli oculari si conservano in una scatola.
Per montare un telescopio semplice, di solito si deve solo raddrizzare il treppiedi o la base e inserirvi il telescopio. La base deve poggiare su una superficie piana, in una zona in cui non interferiscano alberi e edifici e non si riflettano luci vicine. Se il telescopio poggia su una piattaforma o su una tavola, queste devono essere molto stabili. Le gambe del treppiedi devono essere ben fisse per evitare scivolamenti o vibrazioni.
Se usate un telescopio equatoriale, prima raddrizzate il treppiedi o la base, poi attaccate il contrappeso e infine fissate il telescopio alla culla. Dovendo smontarlo, prima togliete il telescopio e poi il contrappeso. Un telescopio pesante deve essere smontato quando lo si debba spostare da un luogo all'altro.

 

L'autore del sito all'oculare... del suo telescopio

 
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ORIENTAMENTO DI UN TELESCOPIO EQUATORIALE

Entrambi i telescopi - l'altazimutale e l'equatoriale - possono essere montati in qualsiasi posizione. Ma l'equatoriale funzionerà meglio se l'asse polare sarà puntato approssimativamente al polo celeste. Per ottenere risultati migliori, montate il telescopio come segue: piazzate le gambe del piedistallo o treppiedi in modo che l'asse polare sia puntato direttamente al polo celeste (nell'emisfero boreale il Polo è nelle vicinanze della Stella polare; bloccate l'asse di declinazione per evitare che si muova. Poi, per controllare l'allineamento, guardate attraverso il cercatore, muovendo il tubo avanti e indietro sull'asse polare. Se il Polo resta al centro del campo del cercatore, l'allineamento è corretto. Se l'allineamento non è buono, si può migliorare, spostando lievemente il piedistallo. Fate un segno sul pavimento o sul terreno in modo che in seguito il piedistallo o il treppiedi possano essere sistemati con minor fatica.
Orientamento di un telescopio equatoriale.

MOVIMENTI DEL TELESCOPIO EQUATORIALE

Se sistemato correttamente, un equatoriale è facile da usare. Con gli assi sbloccati, si può muovere in qualsiasi direzione; con l'asse polare bloccato c'è solo un movimento: da Nord a Sud - comodo per scrutare il cielo mentre la Terra gira; con l'asse di declinazione bloccato, c'è solo un movimento: da Est a Ovest. Così potete tenere un telescopio puntato su un corpo celeste per lungo tempo, solo muovendo il tubo sull'asse polare, per compensare la rotazione terrestre. La vostra mano o un motore per l'inseguimento possono imprimere questo movimento.

SCELTA DEGLI OCULARI

La maggior parte dei telescopi astronomici è fornita di tre oculari. Se ne include un quarto per osservazioni terrestri, dato che gli oculari celesti invertono le immagini; l'oculare terrestre non si usa per osservazioni celesti, perchè le lenti addizionali necessarie per raddrizzare l'immagine riducono notevolmente la quantità di luce che l'occhio riceve.
Nel portaoculare c'è un tubo metallico in cui si inserisce l'oculare. Si muove l'oculare, avanti e indietro, fino a trovare la posizione che dà l'immagine più chiara e nitida.
Con un rifrattore si usa un oculare prismatico per osservare corpi molto alti nel cielo. In alcuni telescopi a rifrazione si deve usare la diagonale stellare per tenere l'oculare abbastanza in fuori e per conseguire una buona messa a fuoco.
I principianti hanno il difetto di usare troppo spesso un oculare molto potente. Gli osservatori esperti sanno che l'ingrandimento non è la cosa più importante e scelgono l'oculare più adatto per ogni tipo di lavoro.
Usate un oculare poco forte, se volete un vasto campo visivo; preferite un piccolo ingrandimento per spaziare su vaste aree del cielo (come quando si cercano comete e novae) e anche quando guardate vasti ammassi stellari come le Pleiadi, o ancora quando guardate tutta la Luna nel suo insieme e non una sola parte. E' preferibile usare un ingrandimento piccolo anche per cercare un corpo di debole luminosità che si conosce poco. Si può poi sostituire l'oculare con uno più potente dopo aver trovato il corpo che si cercava. E' necessario un forte ingrandimento per separare stelle doppie molto vicine, per vedere i dettagli lunari, i particolari dei pianeti e per distinguere stelle singole in ammassi chiusi. L'oculare potente, infatti, tende a scurire lo sfondo e ci aiuta a vedere corpi poco luminosi. Però, usando un oculare sempre forte, i dettagli perdono chiarezza.
Sono stati progettati oculari speciali per l'osservazione diretta del Sole senza incorrere in alcun pericolo.
Un accessorio che molti osservatori hanno trovato veramente soddisfacente è la cosiddetta lente di Barlow. La si usa combinata a qualsiasi oculare per aumentare l'ingrandimento. Nello stesso tempo riduce il campo di osservazione.
Un osservatore dovrebbe conoscere il campo visivo dato da ciascuno dei suoi oculari.
Le condizioni atmosferiche pongono dei limiti ai risultati del telescopio; una notte possiamo usare un ingrandimento di 350 per osservare un corpo celeste, e, la notte dopo, il limite può essere di 200 ingrandimenti. Certe sere "separiamo" la stella doppia Castore con 150 ingrandimenti e altre volte si possono avere condizioni tanto sfavorevoli che non bastano 250 ingrandimenti per distinguere l'una dall'altra le due stelle.

 
Ingrandimento contro campo. Una porzione lunare, come appare vista da un oculare di scarsa, media e alta potenza (da sinistra a destra). Con l'aumento dell'ingrandimento, diminuiscono il campo e la nitidezza.

COME PUNTARE IL TELESCOPIO

Di solito non è sufficiente puntare semplicemente il tubo, ma è necessario usare il cercatore (questo potrà avere un campo di 5° o 6°). Se il cercatore sarà stato allineato esattamente con il tubo, un oggetto al centro del cercatore si troverà anche al centro dell'oculare.
E' facile individuare corpi molto luminosi attraverso il cercatore, ma per corpi di debole luminosità forse sarà necessario il metodo "a passi". Consultando le carte celesti, prendiamo nota della posizione del corpo rispetto alle stelle più brillanti vicine. Usando queste come indicatori, possiamo avvicinarci all'oggetto cercato.
Muovendo il tubo di un telescopio a riflessione, forse sarà necessario girarlo sull'asse longitudinale per tenere l'oculare e il cercatore in posizione comoda. Tutti i buoni riflettori sono dotati, di solito, di un tubo girevole. Nei rifrattori la diagonale stellare permette una osservazione comoda in qualsiasi direzione. Gli osservatori esperti hanno l'abitudine di stimare le distanze celesti in gradi e di usare il Polo celeste come punto di riferimento. Le distanze fra le stelle si possono stimare facilmente con l'aiuto del cercatore.
Una sezione di cielo vista con il cercatore o con l'oculare, oltre a essere invertita, è ingrandita. La stessa regione celeste appare diversa se vista a occhio nudo. Il principiante può confondersi, ma con la pratica tutto diventa più facile.

USO DELLA VISTA

Osservare col telescopio significa sottoporre i nostri occhi ad una prova; e col tempo naturalmente imparerete anche a "guardare" meglio. Un buon osservatore non guarda fissamente e a lungo attraverso il telescopio; guarda attentamente, ma per breve tempo. Guardare a lungo e intensamente causa stanchezza e perdita di sensibilità visiva. Un osservatore esperto di pianeti può guardare per metà della notte in attesa di quei pochi secondi in cui la visibilità è abbastanza buona da rivelare qualche dettaglio delicato; ma è essenziale riposare di tanto in tanto gli occhi.
Quando guardate attraverso un oculare, tenete aperti tutti e due gli occhi: in questo modo li sottoporrete a una minore fatica. Imparerete presto a concentrarvi su quello che vedete. Mentre cercate un corpo poco luminoso, o dettagli molto attenuati su un corpo celeste, guardate un pò di lato, così userete la parte più sensibile della retina.
Confrontando magnitudini stellari, gli osservatori di stelle variabili tengono presente che l'occhio è particolarmente sensibile al rosso; il rosso si accumula sulla retina come la luce su una pellicola fotografica. una stella rossa osservata a lungo, sembra diventare più brillante.
Non guardate mai il Sole senza le debite precauzioni.

.Cercatore e oculare di un rifrattore (in alto), di un riflettore (in basso)

USO DELLE CARTE STELLARI

Le prime esperienze di un principiante nell'uso delle carte stellari possono essere deprimenti e confonderlo. Il campo stellare sulla carta non assomiglia allo stesso campo visto col cercatore e con l'oculare. Anzitutto i due campi differiscono per la scala: nel telescopio infatti l'osservatore vede più stelle di quante appaiono sulla carta. Infine, secondo la costruzione dello strumento, il campo visto attraverso l'oculare può essere rovesciato o invertito o tutte e due le cose. Alcuni telescopi cambiano il campo in modo tale, che è necessario guardare la carta in controluce, dal rovescio.
Qualche volta può restare perplesso perfino un osservatore esperto; il principiante quindi non deve scoraggiarsi. Con l'esperienza, imparerà presto ad avere dimestichezza col campo stellare del suo strumento. Il metodo da seguire è del resto semplice: guardate la carta stellare e scegliete una stella brillante vicina al corpo cercato. Usando il cercatore, puntate il telescopio sulla stella guida. Guardate nell'oculare, identificate la stella e notate la figura che forma con le stelle vicine (triangolo, arco, ecc.). Poi tenete la carta in modo che la figura su di essa sia nella stessa posizione che nell'oculare.

 
Come tenere una carta stellare. Nell'emisfero boreale, quando l'osservatore è rivolto a Est, il lato N della carta è alla sua sinistra, nella direzione del Polo Nord celeste. Quando è rivolto a Sud, il lato N è in alto. Se rivolto a Nord, il lato N è in alto o in basso, a seconda che il campo sia sopra o sotto il polo. Se rivolto a Ovest, il lato N è verso destra. Nel''emisfero australe, il procedimento è lo stesso, eccetto che quando ci si rivolge a Sud, il lato S è verso il polo.

a cura di Pio Passalacqua  piopas@tin.it
Gruppo Omega Palermo  http://omegagroup.altervista.org

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Stazionamento del telescopio  di M. Papi

 

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