macchina fotografica dell'osservatore
 
La macchina fotografica dell'osservatore

 

La fotografia telescopica è fattibile con qualsiasi tipo di strumento. Il collegamento tra la macchina e il telescopio si ottiene con un apposito rapporto eseguibile da un buon tornitore. Nella foto la macchina è posta al fuoco newtoniano.
L'occhio umano non riesce a vedere gli astri che abbiano una luminosità inferiore a determinati valori; invece esponendo una pellicola fotografica per periodi di tempo sempre più lunghi, si può registrare l'immagine di corpi anche molto deboli.
Si possono eseguire fotografie delle stelle, della Luna e di altri corpi celesti con una qualsiasi macchina fotografica - anche molto semplice. Per fotografie più impegnative usate un teleobiettivo. Un lavoro più delicato richiede un telescopio con macchina fotografica incorporata.

 


 

 
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L'ASTROFOTOGRAFIA

Corpi come i pianeti risultano come macchioline nelle fotografie eseguite con una macchina fotografica normale, quindi si deve usare un telescopio unitamente a una macchina fotografica astronomica o normale.
In molti piccoli strumenti, basta porre il corpo di una macchina fotografica senza l'obiettivo su una particolare ghiera fissata al telescopio. Il telescopio stesso diventa l'obiettivo della fotocamera. Se la macchina è una reflex, cioè un apparecchio che permette di osservare nel mirino ciò che si fotografa, è possibile mettere a fuoco le immagini delle stelle con una certa facilità.
Quando si devono fotografare dettagli della Luna o dei pianeti bisogna ingrandire al massimo l'immagine e per questo occorre trasformare la focale del telescopio in modo che essa assuma un valore grandissimo. L'artificio si può ottenere eseguendo fotografie attraverso un oculare di media focale e di ottima fattura, dietro al quale viene posta la macchina fotografica. L'oculare ha la funzione di allungare artificialmente la focale dello strumento portandola fino a 10 o addirittura 30 metri;  questa nuova focale dicesi focale equivalente.
Puntando sulla Luna si cercherà di mettere a fuoco attentamente, sul mirino della macchina, i dettagli dei crateri specialmente quelli posti sul terminatore che sono i più contrastati e più netti nei loro dettagli. Adoperando quindi una pellicola non troppo sensibile, per evitare la grana grossa, si può tentare una serie di fotografie fatte con vari tempi di posa - da 1/50 di secondo fino a qualche secondo - per poi scegliere la migliore.
Le fotografie della Luna sono le più facili e anche le più belle. Assai più laboriose e meno dettagliate sono invece quelle dei pianeti. Un principiante può tentare solo qualche fotografia di Saturno nella quale potrà vedere appena l'anello, se tutto è andato bene, oppure qualche posa su Giove ove solo qualche banda oscura apparirà solcare il disco del pianeta.
I dettagli più fini, i pianeti più difficili, Marte per esempio, necessitano non solo di buoni telescopi ma soprattutto di una pratica fotografica e di osservazione molto lunga e raffinata.

SEGUENDO IL SOGGETTO

La rotazione terrestre ha poca importanza nelle fotografie con pose di 8 secondi circa fatte solo con la macchina fotografica o nelle pose di circa 1/2 secondo, o meno, fatte attraverso il telescopio. Con pose più lunghe, necessarie per astri deboli, gli oggetti non risulteranno ben definiti se non c'è un movimento di compensazione della macchina fotografica. Un supporto equatoriale può fornire questo movimento.
Se il telescopio ha una montatura motorizzata è possibile effettuare pose di parecchie ore ma è necessario effettuare la cosiddetta "guida fotografica", una procedura che consiste nel tenere perfettamente puntata una stella al centro di un reticolo illuminato durante tutto il periodo dell'esposizione. L'immagine della stella di guida potrà essere fornita o da un telescopio più piccolo montato in parallelo a quello principale, dove è collegata la fotocamera, oppure dallo stesso telescopio principale tramite uno speciale accessorio chiamato "sistema di guida fuori asse".
Quali pellicole usare? Oggi in commercio esistono pellicole di varie sensibilità dalle più lente alle più rapide. La sensibilità si misura in particolari gradazioni, cioè in ASA oppure in DIN. Le più adatte per il nostro scopo sono evidentemente quelle più rapide, sia a colori che in bianco e nero; la loro sensibilità deve raggiungere almeno i 400 ASA, corrispondenti ai 27 DIN.
Alcune ditte sviluppano e stampano bene fotografie celesti. L'osservatore dovrebbe imparare a farlo da solo - seguendo le istruzioni allegate alle pellicole.

 
Fotografia del moto apparente della volta celeste presa in direzione del polo. (E. Lo Savio e G. Marino -  CT)

TRACCE STELLARI

In una notte senza Luna, caricate la vostra macchina con una pellicola veloce. Ponetela su un treppiedi e puntatela su qualsiasi gruppo di stelle molto brillanti. Aprite completamente il diaframma e mettete all'infinito. Poi fate una serie di fotografie, di 1 secondo, 5 secondi, 10 secondi, eccetera. Esponete per circa 5 minuti. Non girate la pellicola tra le diverse pose, ma aspettate qualche minuto prima di scattare la fotografia successiva. Quando la pellicola sarà sviluppata, mettetela in un visore di vetro. Ogni stella apparirà sulla pellicola come una catena di immagini che aumentano di misura. Più lunga è la posa, più lunga sarà la traccia. Questo esperimento vi insegnerà le pose per le stelle, il potere dell'obiettivo e il campo visivo della vostra macchina fotografica.
Adesso mettete la macchina fotografica su un treppiedi, e puntatela su un gruppo stellare luminoso, vicino all'equatore celeste. Fate una posa di 20 minuti. In questo tempo le stelle si sposteranno di 5°, quindi la lunghezza delle tracce sulla negativa indicherà il campo visivo della macchina fotografica. In una notte limpida, fate una posa di 2 o 3 ore per registrare il moto apparente attorno al polo.

AMMASSI E NEBULOSE

Per ammassi e nebulose è migliore un telescopio con un buon supporto equatoriale munito di cerchi di posizione. Potrete usare un congegno manuale a movimento lento, ma è migliore un congegno orario. Provate pose di 15 minuti e più.
Con la macchina fotografica, da sola, usate pellicole ultrarapide facendo pose di 1 ora, o di più per una macchina fotografica normale; con alcuni obiettivi possono bastare circa 30 minuti.
Se la macchina fotografica è azionata a mano, il limite è di circa 10-15 minuti; e sarà possibile fotografare solo le nebulose e gli ammassi più luminosi.

La nebulosa di Orione. fotografata con un riflettore Newton di 412 mm. G. Puglia e C. Zannelli - ORSA -

 


a cura di Pio Passalacqua  piopas@tin.it
Gruppo Omega Palermo  http://omegagroup.altervista.org

 
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