passi nell'osservazione astronomica
 
Primi passi nell'osservazione

 

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Le Pleiadi. Un ammasso aperto di 6 stelle, che diventa particolarmente scintillante se visto col binocolo. Con un telescopio di 15 cm si può notare che l'ammasso è immerso in nuvole leggere di gas incandescente, come nella fotografia. (G. Tumino - RG)
Le condizioni locali impongono sempre un limite a ciò che può vedere un osservatore. Le stelle "deboli" si perdono nell'aureola dell'illuminazione cittadina. Il traffico pesante di una strada vicina può causare nel telescopio una vibrazione che poi produce immagini stellari oscillanti. Se si punta il telescopio su un pianeta, che appare appena al di sopra del tetto di una casa vicina, l'aria calda del tetto, può deformare l'immagine del pianeta in una macchia "bollente". Altri inconvenienti sono causati da colpi di vento, da nuvole che passano improvvise, e da alberi posti in posizione sfavorevole. E' fortunato un osservatore che si trovi davanti ad un orizzonte vasto e aperto, libero da luci che interferiscano. Qualche volta gli osservatori cittadini devono recarsi in un parco per vedere qualcosa oltre alla Luna e alle stelle più luminose e colui che abita in periferia deve piazzare il telescopio in modo che un edificio o una siepe nascondano la luce delle finestre di una casa vicina.
La mancanza di comodità può compromettere il divertimento dell'osservazione. D'inverno è importante indossare vestiti caldi, d'estate può essere necessario provvedersi di un repellente per zanzare. In qualsiasi stagione è bene avere uno sgabello o una sedia per affrontare le lunghe ore al telescopio. Coloro che usano i binocoli, è bene abbiano una sedia regolabile che permetta di osservare senza sforzo oggetti molto alti sopra di loro.

 

 
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CONDIZIONI DI VISIBILITA'

Cumuli di nuvole rigonfi e sparsi, durante una giornata serena, di solito svaniscono poco dopo il tramonto. Cirri e strati di nuvole, spesso associate a un tempo piovoso, tendono a mantenersi più a lungo.
Cosa strana, la notte più chiara non è sempre la migliore per osservare; l'atmosfera, malgrado l'apparenza, può essere turbata da correnti di aria calda e di aria fredda, di diversa densità, che causano una rifrazione della luce, mentre questa passa attraverso l'atmosfera stessa. Le immagini viste nel telescopio allora "bollono". Si preferisce dunque osservare quando il cielo è leggermente nebbioso, e l'aria relativamente tranquilla.
Di solito, più un corpo celeste è vicino all'orizzonte, meno chiaro lo si vede. La sua luce arriva obliquamente attraverso l'atmosfera terrestre e deve attraversare numerosi strati di polvere e correnti d'aria che disturbano, più che se la luce provenisse da un corpo assai alto nel cielo. Anche la luce lunare interferisce e quando c'è luna piena si vedono solo le stelle più luminose.
 

SEEING
visione. Le perturbazioni atmosferiche (a sinistra) di solito provocano una cattiva visione, con immagini stellari che "bollono" (vedi nel cerchio in basso, foto a sinistra). L'atmosfera più calma (a destra) di solito permette visioni migliori; però in una notte molto serena, in cui le stelle scintillano di più, la visione non sarà buona.

BUON USO DEGLI OCCHI

Uscendo da una casa illuminata i nostri occhi si adattano al buio; dopo qualche minuto, possiamo distinguere oggetti che non vedevamo all'inizio, e la capacità di vedere nel buio migliora lentamente e progressivamente. Ma per conservare questa sensibilità dobbiamo evitare di guardare oggetti illuminati con luce artificiale; così l'osservatore, per consultare carte stellari, deve far uso di una luce debole e rossa. (il rosso incide meno sulla sensibilità dell'occhio che non gli altri colori). Basterà una luce rossa emessa da una pila, coperta con stoffa o cellophane. Per distinguere corpi poco luminosi, osservatori esperti preferiscono una visione "distorta"; guardano cioè un pò di lato il corpo in modo che la luce cada sulla parte più sensibile della retina.

ALLA RICERCA DI CORPI CELESTI

Le costellazioni sono i punti di riferimento dell'osservatore, e la loro conoscenza è quindi indispensabile. Le mappe celesti  mostrano tutte le costellazioni e il periodo dell'anno in cui ciascuna è più facilmente visibile. E' necessario apprendere la forma e la posizione delle costellazioni per poter poi localizzare le stelle più brillanti e i pianeti. Prima infatti occorre trovare la costellazione nei pressi della quale sappiamo che appare il corpo da osservare; poi limitiamo la ricerca alla zona precisa.
Supponiamo che l'osservatore voglia trovare la grande stella rossa Betelgeuse. La mappa celeste indica Betelgeuse nell'angolo Nord-Est del gruppo di stelle che formano la costellazione di Orione, e mostra altresì Orione in relazione con le altre costellazioni; dalla mappa si può anche sapere  in quale epoca dell'anno si vede bene. Con queste informazioni, l'osservatore cerca Orione nel cielo e Betelgeuse è identificata.
Betelgeuse è facile da trovare perché è rossa ed evidente; la maggior parte dei corpi celesti sono più deboli e tendono a confondersi nella moltitudine di stelle che si vedono nei binocoli e nei telescopi. Per trovare un corpo debole, dobbiamo prima identificare le stelle brillanti vicine e poi usarle come punti di riferimento. Le loro posizioni sono più facili da ricordare specie se prendiamo nota delle forme che descrivono con le varie stelle vicine: quadrati, triangoli, cerchi, nodi, ecc...
Supponiamo di volere dare una occhiata al famoso ammasso stellare M13 nella costellazione di Ercole. La mappa indica che si trova su una linea quasi retta fra due stelle che formano il lato occidentale di un trapezio al centro della costellazione. Cerchiamo la costellazione con riferimento alla stella polare, troviamo il lato occidentale, poi, con l'aiuto di un binocolo (poiché è molto debole) si può vedere l'ammasso M13.

 
M13. Questo ammasso, debole a occhio nudo, si individua con difficoltà se non si sa esattamente dove guardare. Appare così al telescopio.

STIME DELLE DISTANZE CELESTI

Gli osservatori si abituano a misurare le distanze celesti in gradi. La distanza dallo zenit (punto del cielo esattamente sopra di noi) all'orizzonte è di 90°; metà di questa distanza è 45°; e così via. Con questo criterio la distanza fra le due stelle più luminose nel carro dell'Orsa Maggiore, è circa 5°. Nel cielo australe, la distanza fra le due stelle che formano il braccio più lungo della Croce del Sud è anch'essa di circa 5°. Possedendo tali riferimenti si possono stimare distanze anche in altre zone del cielo.
Anche col binocolo si possono fare buone misurazioni. Per esempio, se un binocolo ha un campo di 7°, la parte di cielo che si guarda avrà sempre un diametro di 7°. Così possiamo misurare distanze notevoli sommando 7° ad ogni spostamento del binocolo. Nei telescopi, la grandezza del campo varia secondo la potenza dell'oculare. Il campo può essere di circa 0,5° con un oculare di cm 2 o di 1° con uno di 3 cm.
Per determinare il campo di ciascun oculare, puntate il telescopio su un qualsiasi gruppo stellare ben visibile e vicino all'equatore. Guardate attraverso l'oculare e prendete nota delle stelle agli estremi del campo; poi consultate il vostro atlante per determinare la distanza, in gradi, fra queste stelle. Il campo dato dall'oculare è uguale a questa distanza.
Il campo dell'oculare si può anche determinare calcolando il tempo che impiega una stella, prossima all'equatore, per attraversare il campo. La velocità è di 1/4 di grado al minuto.

Costellazioni di riferimento.
Nell'emisfero boreale, L'orsa Maggiore, o Gran Carro, è una guida preziosa. La distanza angolare fra le due guardie (le due stelle esterne del carro α e β) è di circa 5°. L'orsa Maggiore gira attorno al Polo Nord celeste in 23 ore e 56 minuti..

ORIENTAMENTO NEL CIELO

Per orientarsi facilmente in cielo ci si deve riferire al polo celeste. Nell'emisfero boreale ci riferiamo alla stella polare che è a circa 1° dal polo Nord reale. Supponiamo che abbiate trovato Betelgeuse in Orione e che vogliate trovare la μ Orionis , una stella più debole nella stessa costellazione. Un atlante stellare indica che la μ Orionis è a circa 2° Nord e 1° Est di Betelgeuse. Guardando ancora Betelgeuse, disegnate mentalmente una linea da questa alla Stella polare. Questa linea è in direzione Nord. L'Est forma un angolo retto col Nord, nella direzione opposta al movimento delle stelle. Con una misurazione mentale o con un binocolo, misurate 2° Nord e 1° Est da Betelgeuse, e troverete facilmente la μ Orionis.
In prossimità del Polo celeste è più facile confondere le direzioni.
Ricordatevi che nell'emisfero boreale il movimento delle stelle attorno al Polo avviene in senso anti-orario. se vi volgete al Nord, le stelle sopra il Polo si muoveranno verso Ovest (a sinistra), quelle sotto, verso Est (a destra).
Se l'osservatore si trova invece nell'emisfero australe deve ricordare che le stelle girano attorno al Polo in senso orario.
Quando usate una mappa tenetela contro il cielo e giratela finché le formazioni di stelle sulla mappa corrispondono a quelle del cielo.

 

 
 
Guide celesti.
Le costellazioni possono servire come punti di riferimento per la ricerca di astri più deboli. Questa fotografia di Orione rivela stelle deboli, invisibili a occhio nudo.


a cura di Pio Passalacqua  piopas@tin.it
Gruppo Omega Palermo  http://omegagroup.altervista.org

Astrofili.org
 

L'osservazione visuale del cielo  di P. Mazza

Le Mappe del Cielo  a cura dell'Osservatorio di Arcetri


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